Omicidio Manuel Careddu: un massacro confermato dall’autopsia

Omicidio Manuel Careddu: un massacro confermato dall’autopsia

Arriva la conferma dall’autopsia sul corpo di Manuel Careddu, condotta il 20 ottobre scorso dal perito torinese Roberto Testi: quello del lago Omodeo è stato un massacro. Un delitto portato a termine con modalità bestiali, come testimoniano le lesioni rilevate dal medico legale. Il quadro di un crimine senza precedenti si ricompone, tassello dopo tassello, tra le emergenze tecniche e le dichiarazioni degli indagati per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere.

Autopsia Careddu, i risultati dell’autopsia

Sono passati oltre due mesi dall’autopsia sul corpo di Manuel Careddu, il 18enne di Macomer (Nuoro) ucciso da un branco di giovanissimi lo scorso 11 settembre.

Alcune delle dichiarazioni degli indagati per l’omicidio e l’occultamento del cadavere del ragazzo, tutti tra i 17 e i 20 anni, hanno trovato conferma nelle emergenze di carattere scientifico cristallizzate in sede autoptica.

Il perito torinese Roberto Testi, cui era stato affidato l’incarico, ha confermato l’entità di quello che può definirsi un massacro in piena regola. Una bestiale condanna a morte, tessuta intorno all’asse di un movente ricondotto a un presunto debito di droga (non saldato alla vittima).

Careddu è stato ucciso con le due armi indicate immediatamente come quelle del delitto: una pala e una piccozza.

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L’esame del cranio evidenzia fratture alla volta e alla base – si legge nella relazione medico legale – e si registra lo sfondamento parietale del lato destro e del massiccio facciale“.

Non è il solo dato certo emerso. Manuel Careddu è stato legato, mani e piedi immobilizzati perché uniti tra loro con una fune, prima che si consumasse l’esecuzione.

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